Lo spettacolare panorama di Buglio è stato ancora una volta celebrato dal ritorno della primavera, ormai instabile e capricciosa al punto da non poter più preparare la borsa della gara con più di due giorni di anticipo.
Grazie al caldo della giornata, previsto e prevedibile, gli organizzatori hanno deciso di arrischiarsi a non togliere il tratto di gara che comprendeva la zona 1 ed il relativo trasferimento di accesso e di uscita.

Non sarebbe stato difficile eliminarlo e sostituirlo con un’altro percorso ed un altra prova, ma, anche per dare fiducia ed importanza alle capacità dei concorrenti si è deciso di provarci.
Benché la gara, allo stesso modo di quel tratto rappresentativo, sia stata impegnativa
probabilmente ancora di più della gara di Valgreghentino, i punteggi dei concorrenti suggeriscono che sono in molti ad aver saputo superare le difficoltà proposte.
 Anche quelli che non passano il loro tempo ad allenarsi e che non sono esattamente adolescenti, sono riusciti a tirare fuori dei punteggi  niente male.
Dopo aver visto, nelle gare precedenti, che un po’ in tutte le categorie i concorrenti avevano messo meno piedi del previsto, la tracciatura breve ed intensa tipica delle gare Trialario è stata predisposta in modo un po’ meno breve ed un po’ più intensa, allo scopo di aumentare un po’ il numero di percorsi finiti a tre penalità, per costringere ad un maggiore impegno per riuscire ad abbassare i parziali. Buglio era la gara giusta.
Proprio dalla categoria Pro partiamo ad analizzare l’effetto del livello tecnico delle zone sui piloti più performanti.

Sicuramente questa gara permetteva di recuperare un eventuale errore banale mantenendo l’impegno nel resto della gara, infatti alcune zone facevano davvero una bella selezione e permettevano a chi le avrebbe superate di recuperare punti.
Una di queste, per i Pro era sicuramente la zona 3, con un passaggio consistente in una lastra da affrontarsi con rincorsa in salita di non molti metri, sufficiente ma sconnessa da lastrine che creavano fastidiosi dossi.
Proprio il vincitore della gara, Riccardo Cattaneo, tecnico e composto al punto da gestire le difficoltà di queste zone con grande dimestichezza, ha lasciato ben 13 punti solo su questa zona dei 22 punti totali.

Meritatissimo secondo Goggia, che su quella zona è stato l’unico a passare a zero, e che per un soffio ha mancato la vittoria piazzando per ogni giro un 5 su zone già fatte a zero che gli ha rovinato la media e la possibilità di vincere.
Parecchio staccato Gianoni è terzo, e con discreto margine ottiene il podio su Codega Gautiero e Azzalini.
Merito di Azzalini è quello, oltre di aver faticato per organizzare questa spettacolare gara, di aver superato a 1 la zona 3, dove solo Goggia ha fatto meglio, pur essendo pilota di casa non ne aveva tratto vantaggio poichè la zona non è stata tracciata da lui ed era su terreno vergine.
Vittoria scontata di Delli Paoli nella expert, allenato e molto stabile in questa annata che lo vede protagonista anche delle prime posizioni del campionato italiano riesce ad avere la meglio su quasi tutte le zone, i suoi parziali sono i più alti tra le gare organizzate fino ad ora, segno che la categoria è quella che ha maggiormente patito il livello della tracciatura di Buglio.
Se nelle prime posizioni ciò ha permesso una lotta per il secondo gradino del podio, nella parte centrale della classifica i punteggi non sono così diversi da quelli di Cremia, gara decisamente più facile, segno che o la gara era pensata bene oppure i piloti sono diventati più bravi in un mese e mezzo.

Bravissimo Macchè, galvanizzato forse dalle zone si è espresso in modo molto più regolare del solito permettendosi di lasciare Spreafico al terzo posto e restituendo il trattamento della gara precedente.

Fuori dal podio quest’anno il giovane Azzalini, anche lui impegnato per l’organizzazione che questa volta gli ha forse sottratto le energie necessarie a risalire la classifica.
Conferma anche sul viscido sottobosco la sua padronanza del veicolo il figlio d’arte cairatese Davide Nava, inequivocabili i suoi parziali lasciano già intravedere il colore della sua prossima categoria.
Al secondo posto Mengotti esprime comunque la sua “pericolosità”, avvicinandosi per tre punti al vincitore.
Con 25 totali contro i 14 di Mengotti, Capelli torna agli antichi fasti, battendo per gli zeri Acquistapace.
In ombra Valsecchi, dopo due primi posti comincia a risentire della lontananza dall’allenamento causata da motivi chirurgici prima e di lavoro poi.
NOtevole il 6° posto di Balossi, che anche su questo terreno e nononstante le 20 penalità assedia i primi 5 classificati.
Interessante la classifica della categoria dilettanti, dove benche si sia cercato di mettere in difficoltà tutti i piloti con l’aggiunta di salite e curve infide i punteggi rimangono abbastanza bassi.
Conti conferma la sua bravura vincendo a Buglio davanti a Pomoli, altra conferma, e ad un Corrado Garzetti che dopo aver sfiorato il podio tante volte riesce finalmente a rendere onore alla sua trentennale Fantic 240, dimostrando cosa vuol dire saper mettere il peso sulla pedana giusta.
Scalzati dal podio sono invece Borghi e Barilani, separati oltre che dai pochi punti da parecchi anni di differenza.
Bravissimi sono poi tutti i piloti i cui punteggi crescono in progressione ma di poco, ma le zone erano tali da poter affermare che in qualche modo tutti sono dei bravi trialisti decisamente più bravi rispetto ai livelli del trialario di anni fa dove probabilmente ognuno dei primi 15 avrebbe potuto piazzarsi sul podio.
Festa grande a fine gara, oltre alle consuete specialità locali, non proprio vegane, Cristian Azzalini dopo aver organizzato un’altra gara di successo, festeggia il suo compleanni insieme agli amici trialisti con una torta gigante.
Gli facciamo gli auguri apprezzandolo come vero esempio di persona che mette a disposizione le sue risorse personali per far divertire gli amici che con lui condividono la passione per il trial.
Dopo aver saziato lo stomaco lasciamo i partecipanti con un’altro genere di acquolina … l’intervento del sindaco, sempre dinamico ed energico nello smuovere le acque per promuovere questo sport nel suo meraviglioso territorio, ha richiesto che venga organizzata una due giorni… e chissà mai che non si riesca a fare senza aspettare troppo.
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