Davvero una località d’eccezione per la chiusura di un Trofeo Trialario così ricco di eventi ben riusciti.

Ai più giovani questa località potrà apparire simile ad altri posti, pur bellissimi per il trial e ricchi di ostacoli coreografici e artificiali, ma solo a chi ha degli anni in più conosce la storia di Magreglio, chi ha vissuto i tempi in cui il trial internazionale si poteva vedere solo recandosi sul luogo delle gare.

Oltre ad essere stato teatro di gare di campionato Italiano negli anni ottanta, questo luogo è immediatamente sotto il campo di partenza del famoso trofeo delle Nazioni del 1985, gara in cui il giovane Diego Bosis, come si conveniva per i minorenni, si trovava a competere contro i mostri del trial mondiale con il suo Montesa 125, portando comunque il suo contributo per un ottimo risultato nel ranking mondiale.

Erano tempi in cui i partecipanti al mondiale erano più di cento, categoria unica, come nel 1988, a Piano Rancio, appena tre chilometri in linea d’aria sopra le zone del Trialario.

A quel mondiale aveva partecipato anche Andrea Petrella, con il Fantic 303, in questa gara presente come immancabile seguidor di Roberto Acquistapace.

Ma chi ha voluto questa gara?

Il maggiore merito è stato anche questa volta di Davide Cereda, che, anno dopo anno e con pazienza e coltivazione dei rapporti con le istituzioni locali, facendosi ben volere e dimostrando che i luoghi da lui utilizzati erano stati rispettati, è riuscito a ottenere finalmente il permesso di tornare a far posare le ruote su questo bosco così ricco di stimoli acrobatici e coreografici.

Bosco, rampe, lastroni, pietraie, il pendio sopra i Castagneti di Magreglio offre di tutto per tutti i gusti, dal guidato al laborioso, con un fondo quasi sempre sconnesso che caratterizza i percorsi tra un masso e il successivo.

Questa la cornice, che l’Amministrazione Comunale è stata ben felice di offrire, finalmente dopo anni in cui questi erano terreni inaccessibili, con la sola promessa di non tracciare zone nell’acqua.

Acqua che sgorga poco sopra direttamente da un agglomerato di rocce e che prende il nome di Sorgente del Lambro, perché è qui che nasce il famoso fiume che quando poi arriva nel territorio monzese è irriconoscibile e negli anni 70 era icona dell’inquinamento.

Conoscendo la portata simbolica di questo fiume, visitato da molti escursionisti proprio alle sorgenti, il Cerry ha voluto allungare il trasferimento proprio per permettere a chi lo poteva apprezzare di passarvi vicino e fermarsi un attimo a vedere la sorgente o anche a bere la sua acqua.

Un fiabesco bosco di pini, tutto tronchi e radici, era lo sfondo di questo tracciato in cui le zone più alte erano state collocate, raggiungibili a piedi dal parcheggio dei castagneti in circa 20 minuti.

Per le moto anche in meno della metà del tempo ma con un certo impegno proprio per i sentieri sconnessi.

La partenza invece era stata ubicata presso il centro sportivo, un’ottima soluzione come appoggio logistico e anche a livello coreografico tutto era al posto giusto, traversata con un po’ di attenzione la provinciale che porta a Bellagio via Civenna, si imboccava dopo poco una scalinata che portava dritta dritta alle zone evitando altro asfalto.

Anche per il ritorno era prevista una scalinata, più ampia e anche quella dal sapore di trial antico.

Delle zone…quelle vicino al parcheggio, tracciate vicine tra loro e molto coreografiche accanto al torrente, piuttosto facili soprattutto per le categorie basse, davano una falsa impressione di gara accessibile ma il livello di impegno richiesto cresceva progressivamente fino alla zona 5, in cui i sassi erano davvero molti e non tutti ruvidi a sufficienza tanto che è stata la zona in cui sono stati posati più piedi soprattutto, appunto, dalle categorie più basse.

Sassi di grandi dimensioni, lastre e composizioni rocciose hanno caratterizzato un po’ tutta la gara, costringendo a un impegno che non sempre si era visto.

La dice lunga il punteggio totale di Baruffaldi, vincitore della categoria dilettanti con 12 punti totali.

Con questa nuova vittoria si aggiudica anche la vittoria di classe nel Trofeo davanti al giovanissimo Peracca, allenatissimo virgulto della Fisto School che termina con due punti in più.

Chiude benissimo la stagione il veronese Mambrini, con 20 punti davanti a pur bravissimi Michael Colombi e a Matteo Molteni, appaiati a 23 totali.

Miglior risultato di stagione per Luca Valsecchi che proprio sulla gara più difficile arriva sesto a pochissimi punti dal podio.

Lotta per il finale di Trofeo nella classe amatori, dove Turcati garantisce una stabilità di gara che gli assicura la vittoria sul suo più antico avversario e conducente della moto da oltre 95 chili Augusto Balossi.

In testa per metà gara, Balossi posa tre piedi tutti alla fine della zona 6, regalando gara e campionato alla giovane promessa.

Terzo posto in cui di evidenzia un Capelli in formissima, ben contento delle difficoltà delle zone chiude il podio con un punto in meno di De Angelis e Vaninetti, prendendo anche la seconda posizione finale della classe over.

Nella categoria Expert, anche se l’impegno e gli spostamenti sono davvero il suo forte, la vittoria di Leoni non era scontata, il suo punteggio però lo pone senza dubbio al comando di gara e trofeo, a seguirlo con 3 punti di distacco, Arrigoni mostra di gradire particolarmente questo connubio di zone tecniche e guidate su sassi distaccando di soli tre punti anche il figlio d’arte Lorenzo Acquistapace.

Fuori podio invece questa volta Robba e Roberto Acquistapace, che sulle zone complicate paca l’anagrafe sfavorevole rispetto ai giovani, anche più giovani del figlio.

Ben 10 piloti nella classe Pro con una presenza addirittura maggiore che in altre classi.

ancora Gianoni a primeggiare con il punteggio di 29 punti, che la dice lunga sulle difficoltà messe in campo.

Ben distaccati i suoi inseguitori, Bertolini e Pizzini, quest’ultimo ben soddisfatto di questo finale che premia le sue crescenti doti atletiche approfittando di un guasto alla moto di Diego Acquistapace che era in lizza per il secondo posto e molto vicino a Gianoni fino al terzo giro.

Timbrando ben sei zone si vede costretto a finire dietro a Fantin, anche lui vicinissimo a i primi tre nel punteggio.

Ottima la prestazione di Ciciliani in questa gara, praticamente attaccato a Fomasi e solo a 5 punti da Fantin e da Acquistapace.

Correva sulle stesse zone la categoria superpro, in cui Zampieri in questa gara avrebbe stravinto su Gianoni, con 15 punti contro i 29, mentre al secondo posto, Strambini paga un totale alto per via del suo esperimento di guidare al primo giro un Montesa…

Termina qui il Trialario 2025, anno ricco di apprezzamenti e soddisfazioni organizzative, con una premiazione fredda ma solo in senso climatico che ha costretto lo staff a abbreviare i convenevoli proprio per una rapida caduta di temperatura che costringeva tutti a coprirsi con tutti i capi disponibili.

Se è stata rapida la premiazione, pare che altrettanto rapido sia stato Bartesaghi a fare programmi per la prossima stagione, è ancora presto per rivelarli e se è finito il Trialario ricordiamoci che la Finale Asi sta aspettando un po’ di piloti lombardi in quel di Novara, Ghemme per la precisione, per il 9 novembre.

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