Di nuovo una splendida giornata ha accompagnato l’evento di Mello, già caratterizzato da una meravigliosa cornice alpina che, anche come panorama trialistico, offre una serie di ambienti tanto stimolanti per i trialisti.

Fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale e dal Gruppo Alpini di Mello, questa gara ha dovuto farsi largo tra gli ostacoli burocratici.

Lo stesso ufficio che ci aveva costretto a ripiegare su Posallo, dalla gara di Piantedo già preparata, avrebbe sicuramente posto un veto alla gara di Mello se non fosse stato per la forza del Municipio di Mello, che ha preteso che l’ufficio in questione evitasse di eccedere nell’esercizio della sua potestà come già aveva fatto per la gara di Piantedo.

E così la gara, non solo si è potuta fare, ma è anche venuta splendidamente sia da punto di vista coreografico e climatico sia per il successo di pubblico e gradimento dei piloti.

A gestire la preparazione dei percorsi è stato Matteo Gianoni, supportato da numerosi ed attrezzati trialisti, tanto che i tracciatori del Trialario sono arrivati a mettere solo le candeline alla torta già praticamente completata per le categorie alte.

Per i percorsi dal giallo al blu invece è stata sviluppata la tracciatura nella giornata di sabato, i criteri di tracciatura, anche per dare un po’ di tregua ai piloti che hanno patito le fatiche della competizione fangosa di Introbio, si sono orientati verso una tracciatura di media difficoltà che in fase di gara invece si è rivelata più facile rispetto alle intenzioni.

Vero è che almeno 4 zone richiedevano il livello giusto di impegno, ma per altre 4 era sicuramente possibile aggiungere delle difficoltà.

Tracciatura perfetta invece per le categorie alte, pro e Superpro, in cui i punteggi bassi dei migliori sono da imputarsi alla loro bravura e richiedere loro un impegno maggiore avrebbe inutilmente innalzato i rischi di infortunio.

Sassi di dimensioni simili a quelle dei percorsi TR2 e jump degni di un pilota nazionale hanno lasciato col fiato sospeso il pubblico e i piloti in attesa di entrare in zona, cosicché lo spettacolo è stato condiviso anche con gli altri concorrenti.

Di nuovo complimenti al team organizzativo di Mello che ha preparato un trasferimento boscoso, tutto sommato fresco e interessante, di media lunghezza e anche adeguato al pubblico desideroso di vedere più zone possibili.

Anche le zone sono state scelte dai piloti locali, preparate con cura e offrendo una discreta varietà di ostacoli fruibili per tutte le categorie (quello è merito del territorio incredibilmente generoso di pietre di ogni dimensione) tanto da far pensare ad altre zone per le edizioni future.

Parlando della gara in senso stretto, il numero di partecipanti è stato contenuto dalla tipica flessione estiva (che affligge anche i giudici) sommata alla concomitanza del Trofeo Master Beta, assestandosi a 60 partenti.

Per le categorie gialla e verde, un paio di zone presentavano difficoltà di scarso rilievo, tanto da richiedere cambiamenti che però non sono stati possibili perché un paio di piloti erano già un giro in anticipo.

Discorso diverso per una furbata di qualcuno che, piazzando dei paletti di nascosto dal giudice, aveva reso la curva finale della zona 4 dei gialli percorribile a lato di una parte dell’ostacolo.

Dopo il primo giro, il Barte ha nuovamente ridotto lo spazio per come era previsto, ci vogliono occhi dappertutto.

Proprio nella categoria Dilettanti, Davide Azzoni con due giri a zero ha messo una pesante ipoteca sulla vittoria, poi confermata nonostante i due piedi poggiati al terzo giro e finalmente la prima vittoria dell’anno, inseguita con apprensione anche nelle altre due prove.

Poco oltre, a 5 punti totali, Omar Mascheri conferma la sua stabilità tecnica e ripropone un nuovo successo davanti a nientemeno che Fabio Viscardi, nome notissimo come meccanico e preparatore del team Beta accanto ai piloti iridati di quegli anni che molti di noi ricordano bene.

Pari merito a 10 punti tra Fabio Viscardi e il ben più giovane Michael Colombi, sempre più composto e preciso nei passaggi mano a mano che stabilizza le capacità acquisite nell’impegno degli scorsi anni; per lui sono i 3 zeri in meno a levarlo dal podio rimanendo però davanti a Della Mura che porta un totale a 16.

Al sesto posto troviamo Luca Garzetti, che a sorpresa supera il padre, penalizzato con tre inusuali 5 al primo giro, moralmente riscattato da un successivo giro a zero con il suo Fantic, ma ormai insufficiente a risalire la classifica.

Sfida quasi mistica per la vittoria nella categoria amatori dove Zucchi finisce il primo giro con un solo piede a pochi metri dalla fine della zona 8 e sarà l”unico piede della giornata.

Ma, come pochi avranno potuto notare, sul manifesto della gara di Mello era visibile il numero che il compianto Franco Gianoni portava in gara.

Era il numero 522 che infatti sarebbe stato bello vedere sul podio a coronamento della gara a lui dedicata ed in effetti gli eventi hanno realizzato questo proposito sfidando le probabilità e le statistiche.

Il numero 522, casualmente attribuito ad inizio stagione da Pietro De Angelis, ha conquistato il primo gradino del podio con zero penalità totali pur su Fantic Professional e per la prima volta in assoluto al primo posto proprio su questa gara.

Questa vittoria è valsa a De Angelis il riconoscimento del premio Franco Gianoni, indirizzato al miglior pilota della categoria da lui calcata in gara e, pensando al fatto che il suo numero è giunto alla vittoria sulla sua gara, è un po’ come se su quelle ruote ci fosse stato anche lui.

Al terzo posto si piazza Cerfoglio, endurista deciso a confermare che il suo podio di Introbio non era casuale.

Lorenzo Fanni prosegue con la sua rincorsa di avvicinamento al podio, sempre più composto e redditizio, lascia sul terreno 11 punti che lo pongono al quarto posto rispetto ai 9 di Cerfoglio.

Gli sarebbe bastato un punto in più però per perdere molte posizioni dato che il tab quinto in classifica, Piras, è a 12 punti insieme a Borghetti e Peracca.

Nella categoria Expert è Luca Conti a conquistare la vittoria, tenendo sù i piedi quanto più possibile si pone a 7 punti con 2 di vantaggio sul suo compagno di allenamento, Manuel Robba.

A seguire troviamo 12 punti del pur bravissimo Sassella, che sembra finalmente aver recuperato quel poco che gli mancava per essere competitivo in gara e cioè la stabilità di guida e una concentrazione tenace per tutta la gara.

Alla sua prima apparizione quest’anno, Roberto Acquistapace oberato di altri impegni nel Campionato Italiano e appesantito dai 10 handicap senza i quali avrebbe vinto, soffia il quarto posto al premanese mauro Pomi in virtù dei 19 passaggi a zero.

La categoria Pro è in questa gara di un rosso fuoco, ben 13 partecipanti si sono dati battaglia su zone di un livello molto adeguato al loro ottimo livello tecnico.

Svetta su tutti Alessandro Molatore, che quest’anno sta dimostrando una grande stabilità di guida e di risultati anche sulle zone difficili, tanto che il suo totale di 12 è molto basso.

Lo segue a 16 punti Diego Acquistapace, ancor più del solito determinato a produrre zeri con recuperi di forza spesso fruttuosi e alcune volte meno; gara in salita per lui perché affrontata con una Beta molto diversa dalla sua Sherco e che comunque gli ha dato qualche problema concretizzatosi in due cinque non più recuperabili.

Si pone comunque al secondo posto. Utile per la classifica finale ai danni di Donghi, ben felice di arrivare terzo con 7 punti di vantaggio sul suo compagno di allenamento Fomasi, giusto un punto davanti a Fabio Macchè che si sta cimentando con una Montesa 315 contro moto ben più recenti.

Da rimarcare il terzo giro di Leoni con solo un punto, splendida prestazione purtroppo offuscata dal resto della gara sottotono.

Sorpresa invece nella categoria Superpro, vinta da Zampieri particolarmente a suo agio su questa dimensione degli ostacoli nonostante il guasto al freno posteriore che gli ha determinato un cinque proprio a fine gara, sua comunque la vittoria davanti a Sonny Goggia che partiva come favorito e a Matteo Gianoni, pur bravissimo su queste incredibili asperità e a pari punti con Goggia.

Premiazioni ricche, alla presenza del Sindaco di Mello, ben soddisfatto dell’esito della manifestazione e del Gruppo Alpini di Mello che, dopo aver rifocillato tutti con un pranzo a base di polenta taragna e salsicce al sugo, hanno partecipato alla consegna dei premi per i piloti.

Questa è stata anche una nuova occasione per ricordare Franco, sempre vivo nei cuori e nei gesti innanzitutto del figlio Matteo e nella calda ospitalità del gruppo che, ancora una volta, ci ha fatto sentire accolti e con una gran voglia di tornare.

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