
In perfetto clima alpino, sotto un sole intenso reso più coreografico da quel cielo azzurro che caratterizza gli scenari alpini si è sviluppata la seconda edizione del Trialario a Piazzatorre.
Memori degli apprezzamenti raccolti lo scorso anno in questa località nonostante la pioggia a tratti scrosciante, gli organizzatori hanno nuovamente approfittato dell’ospitalità del Motoclub TZ nella nota area trial già teatro di gare anche internazionali.
Ed è davvero un risparmio di energie il trovarsi senza bisogno di preparare le zone, pulire i percorsi e evitare inutili ed estenuanti diatribe con gli enti di protezione ambientale
A supportare il lavoro di tracciatura, già agevolato dai responsabili del Team TZ, Rocco Parolo e Rodolfo Arrigoni hanno accorciato di diverse ore i lavori di preparazione, situazione molto gradita come punto di partenza.
In risposta ad una precedente gara sottodimensionata in quanto a difficoltà per le categorie minori, la gara di Piazzatorre è stata pensata per indurre i piloti a dover esprimere maggiore impegno per ottenere punteggi bassi e così in effetti è capitato.
Il terreno ricco di pietre anche nei tracciati neutri (quelli cioè senza ostacoli), generoso di massi e rampe e con un provvidenziale torrentello pietroso, ha permesso di inserire difficoltà adeguate anche nelle parti più lineari del percorso.
Minori in numero gli ostacoli di grosse dimensioni rispetto alla gara di Mello ma più sconnesse le parti di percorso prima e dopo gli ostacoli hanno determinato una competizione in cui la capacità di adattamento ai terreni instabili è diventata conditio sine qua non per finire a podio.
Poca influenza ha invece avuto il clima caldo percettibile fuori dal bosco, all’ombra della pineta infatti e con il fresco portato dalla brezzolina vicino al torrente,
E così è infatti capitato che i piloti non patissero il caldo e che i giudici dovessero addirittura aggiungere degli strati alla loro livrea Trialario.
Gara più impegnativa in effetti ma con punteggi relativamente bassi per i primi classificati, a partire dalla categoria Dilettanti in cui Azzoni riconferma la vittoria con un solo punto in più di quelli di Mello, tre totali a dispetto del pur fortissimo Omar Mascheri che chiude con otto totali, distaccando più nettamente Michael Colombi, sul podio a 18 punti ai danni di Aldo Zucchi e Garzetti, rispettivamente a 20 e 21.
Una menzione per Garzetti che, più che in altre gare, su questo tipo di terreno sconnesso pativa il portare in gara un Fantic 240, il cui telaio assorbe male le asperità in sequenze scomode rispetto alle moto con mono ammortizzatore.
Nella classe amatori, Enrico Zucchi, con un totale di 9 punti, conquista la sua prima vittoria annuale e si consolida capolista in campionato e consolida la sua leadership.
Lotta per il secondo posto tra due nomi insoliti, Dario Cefis, forte del fatto che questo era il suo terreno di allenamento, si porta a casa la piazza d’onore e anche il copertone messo in palio a estrazione, lasciando il terzo posto a De Capitani, compostissimo in quasi tutta la gara fino al cinque del terzo giro che gli è costato la seconda posizione.
Troviamo al quarto posto Aldeghi e al quinto Cerfoglio, entrambi a 17 punti mentre al sesto vediamo che un precisissimo Strazzari, molto composto nonostante il terreno accidentato, si permette di sfiorare il podio per soli due punti, distanziando un altro pilota che in questa gara ha recuperato posizioni con un finale di ottimo livello.
Fuori dai giochi invece i due portatori sani di moto d’epoca, De Angelis e Balossi, appesantiti dalla ridotta scorrevolezza dei loro storici veicoli sul terreno instabile del torrente e sulle sequenze di radici, lasciano sul terreno troppi punti per poter replicare le prestazioni delle altre gare.
Nuova conferma di Luca Conti al primo posto della Expert con 21 punti, la sua lieve flessione al secondo giro viene pienamente recuperata dal terzo giro a tre totali, un ottimo punteggio in considerazione dell’upgrade delle difficoltà rispetto alle precedenti gare.
Con qualche capello bianco in più Mauro Pomi chiude al secondo posto ai danni di Robba, pur molto determinato e tenace ma con errori difficilmente recuperabili.
Al quarto posto troviamo lo Zucchi della seconda generazione, Alberto, e più staccato Mattia Ghezzi, in duplice veste di seguidor di Sara Maffenini e pilota.
Arriviamo alla categoria Pro, in cui Diego Acquistapace chiarisce cosa è capace di fare quando la moto lo supporta dall’inizio alla fine, con un exploit degno di un atleta finisce a totalizzare 8 punti rispetto agli inseguitori.
La lotta si sposta per il secondo gradino del podio dove Molatore distanzia di due punti un bravissimo Fabio Macchè molto a suo agio su queste zone varie con il suo Montesa 315.
Lo seguono più distanziati Donghi, Ciciliani e Leoni.
La serie di sorprese continua anche nella categoria Superpro dove trionfa il giovanissimo Strambini, solitamente comprimario nella classifica, complice il ritiro di Zampieri impossibilitato a risolvere il problema dell’erogazione della sua Gas Gas.
Pur bravissimi e autori di spettacolari passaggi, Fantin e Gianoni lo seguono al secondo e terzo posto separati tra loro di un punto e costretti questa volta a prendere atto del terzo giro di Strambini, che risolve a suo favore la distanza tra i punteggi.
Si interrompe quindi la stagione Trialario, arricchita in maggio dalla puntata di TATA moto d’epoca, per lasciare ai piloti una pausa estiva e un ottimo ricordo di questa competizione svoltasi in apprezzabile ambiente sia per la parte tecnica sia per la parte paesaggistica.
