
Annunciata già da un paio d’anni, e rinviata per motivi organizzativi e di conflitti territoriali, la gara di Piazzatorre è finalmente arrivata al suo compimento.
Per i contatti con le autorità locali e per la situazione logistica è sempre necessario un riferimento locale che possa fare da battistrada per i rapporti umani e questa volta, oltre al già conosciuto “Cassio”, che qualche indicazione utile l’ha sempre fornita anche se questa volta non ha potuto essere presente, il supporto locale si è materializzato in Alex Buzzoni.
Alle perplessità di chi avrebbe preferito gare più vicine al territorio lecchese, dove lo scorso anno si sono concentrate quasi tutte le gare, è stato risposto che l’area Trial di Piazzatorre offre un panorama trialistico interessante ed il vantaggio di essere già autorizzata, senza l’incombenza di ulteriori contatti e istanze agli enti incaricati che rendono la parte documentale sempre più laboriosa.
Giusto a titolo di informazione, anche nell’ipotesi di trovarsi invitati da un’amministrazione comunale particolarmente attiva e coinvolgente, la preparazione dei documenti per ogni gara richiede diverse ore di impegno.
Contatti con l’assistenza sanitaria e relative mail di richiesta della copertura di un veicolo di soccorso, contatti con l’amministrazione comunale e relativa domanda con spiegazione del percorso, alle volte descrizione del piano sicurezza, contatti con la comunità montana competente (spesso versamento della fidejussione per un ammontare che arriva a 5.000 euro) comunicazione dell’evento a Questura e Prefettura, eventualmente accordi con la Polizia Locale…nell’ipotesi che vada tutto bene sono solo poche ore di impegno, nell’ipotesi che Comunità Montana e altri enti chiedano ulteriori documenti (piano sicurezza, valutazione di impatto ambientale, fidejiussione o bonifico, planimetria, esibizione dei mappali con firma dei proprietari dei terreni coinvolti, eventuali nulla osta degli enti titolari di competenza per i terreni lambiti dal trasferimento…
In tutti questi casi la preparazione delle carte porta via più tempo della stessa tracciatura di otto zone.
Otto zone che questa volta sono state tracciate dai due tecnici, con il gradito supporto di Bernardino Caldirola che nel pomeriggio ha alleggerito almeno la fatica di preparazione dei pali.
Tracciatura quindi nel pomeriggio di sabato, con clima variabile e previsioni della domenica assolutamente orientate al bagnato, come in effetti è stato sebbene l’alternanza di sonori piovaschi con sporadici raggi di sole che improvvisamente accendevano i colori del percorso col rischio di disorientare i piloti che in quel momento percorrevano gli ostacoli e si trovavano con colori e profondità del tutto differenti.
Gara tracciata per il bagnato ma non per questo facile, almeno in metà delle sezioni il fondo sconnesso costringeva a sviluppare una condotta di guida scorrevole, là dove le curve erano meno accentuate e quindi per le categorie più accessibili.
Diverso discorso per i percorsi delle frecce blu, rosse e nere, comunque sottoposte ad impegnativi spostamenti prima e spesso anche dopo gli ostacoli principali.
Conoscendo l’aderenza, che questi stessi sassi acquisivano dopo essersi sporcati di sabbia e lavati dalla pioggia in corso, si sarebbe potuto mettere qualche ostacolo più dimensionato, soprattutto per i piloti “rossi”, alcuni dei quali hanno girato a meno di 2 punti nel miglior giro, ma anche così la competizione c’è stata e la classifica ha seguito la progressione adeguata alla reale bravura.
Tipicità di questa gara, la presenza di un torrentello che ha fatto la sua comparsa in ben cinque sezioni, il trial di una volta, in cui le manovre in movimento a ruota alzata sono tornate a essere redditizie.
vero che, tra il primo ed il terzo giro, le traiettorie percorse sono diventate molto più scorrevoli e in alcuni casi anche i punteggi si sono abbassati.
Fa eccezione a questo calare delle penalità la categoria dilettanti, in cui la tensione per il dominio della classe ha costretto i primi piloti a guidare da subito con grande precisione.
A farla da padrone è Baruffaldi che in questa gara dal sapore antico lascia sul terreno solo 5 punti totali, significativi di una concentrazione elevatissima anche se i passaggi nello sconnesso del torrente e di alcune delle più irregolari radici richiedevano una precisione di guida tipica dei piloti allenati.
Matteo Molteni è secondo con 9 punti, premiato da questo percorso sconnesso ma tutto sommato con un grip superiore alle attese grazie alla ruvidità dei sassi.
Omar Mascheri, terzo, conferma il suo stato di grazia nel 2025, un punto in più di Molteni ma tanto basta per togliere il terzo gradino del podio al compagno di allenamento Azzoni, che termina a 11 totali a causa di un 5 al primo giro occorso per la scivolata del posteriore in una curva piana e senza ostacoli, destino sempre in agguato.
Poco oltre i primi di questa ricca categoria, troviamo De Capitani con 16 punti e il veronese Mambrini a 17.
Che il tenore delle difficoltà fosse adeguato, anche se ci si aspettava avrebbe causato più penalità, lo si desume dalla progressiva crescita dei punteggi uscendo dalla cerchia dei primi cinque e così infatti è stato per i 20 partenti di questa categoria.
Discorso analogo ma con più difficoltà per la classe Amatori, in cui i primi tre piloti sono stati separati solo dal numero degli zeri a 14 penalità.
Podio invaso dalle moto d’epoca di Balossi e De Angelis, rispettivamente primo e terzo con un precisissimo e giovane Turcati, secondo per gli zeri.
curioso il fatto che in alcune zone, quasi facilissime per le moto moderne come la prima rampa dopo il sasso della prima zona, i portatori sani di moto antiche dovevano impegnarsi anche finendo la rampa con il carico sul posteriore e colpi di frizione.
Le zone di torrente offrivano meno differenza tra moderne e moto antiche, che fino ad un certo grado di sconnesso hanno buona aderenza, mentre, per sconnessioni più evidenti, il paragone con il mono non è proponibile e le gambe devono fare tutto quello che non fa la moto.
Al quarto posto troviamo il validissimo Capelli, con solo 18 punti accomunato nel punteggio con Fabio Vaninetti, che chiude i migliori cinque con largo vantaggio su Pradella e Aldeghi.
Sorpresa nella expert, dominata da Nobili Gierri per tutta la gara, a lui va il merito di una guida scorrevole e energica senza nulla perdere dove è necessario agire di surplace e spostamenti.
Ottimo secondo posto per Manuel Robba, allenato e dinamico, ovviamente più giovane sia nel corpo che nello stile elastico approfitta di questo grado di difficoltà per mettere in mostra la sua preparazione.
Terzo posto per Diego Righetto, anche se gravato dalle dieci penalità senza le quali sarebbe stato primo, le recupera inserendosi davanti a Leoni, anche lui contento delle difficoltà delle zone ma più a suo agio in altre gare, quando il terreno è più regolare nel fondo.
Tutti vicini intorno ai trenta punti totali sono i piloti che seguono in classifica, Acquistapace Roberto precede il suo omonimo e più giovane (ma non parente) Lorenzo.
Chiude la categoria papà Squaranti, che deve aver sofferto più la pioggia che l’aumento delle difficoltà, almeno così si desume dalla rapidissima condotta di gara, solo 2 ore e 44.
Gianoni conquista la vetta della classe Pro, la sua guida leggera e dinamica ha avuto facilmente ragione degli ostacoli scelti per la gara di Piazzatorre, ma, a dargli filo da torcere, un altrettanto dinamico Bertolini, sembrava aver messo una solida ipoteca sulla vittoria con il suo primo giro a due totali.
Bertolini non regge però fino alla fine, anche perché spesso le sue prestazioni sono dovute alla tenacia e alla notevole preparazione fisica in palestra ma rispetto alla facilità con cui Gianoni compie i suoi passaggi, le prestazioni di Bertolini richiedono un impegno più logorante.
Partito più alto, al quarto posto dietro al suo inseguitore Pizzini, Diego Acquistapace sembra tornare in lotta con un giro a zero punti, ma una nuova flessione verso fine gara lo riporta al terzo posto, comunque gradito e apprezzato davanti al giovane Pizzini e al meno giovane Bianchini, che si prende la soddisfazione di sopravanzare Donghi e Fomasi in attesa di far riposare l’infiammazione al gomito che lo affligge da inizio stagione.
Unico SuperPro, Zampieri si diverte su ostacoli di massimo rispetto tracciati per lui e per il pubblico, rappresentato per lo più dai piloti e dagli accompagnatori a causa della pioggia che ha diminuito un po’ anche le partecipazioni.
Un po’ ma non molto, infatti i 61 partenti, considerata la pioggia prevista e il periodo di ferie, sono un buon premio anche per l’impegno organizzativo, per fortuna largamente apprezzato anche dai piloti che in Piazzatorre hanno trovato un terreno molto diverso da quelli cui erano abituati nelle gare più recenti.
