Gara terminata e stagione davvero conclusa con tutte le conferme delle migliori aspettative.

Tutto è andato in modo ineccepibile.

L’assenza di copertura di rete non ha in nulla rallentato l’esposizione delle classifiche.

Sì, è vero che ci vuole anche fortuna, abbiamo avuto anche noi, in venticinque anni di gare organizzate lo potete solo immaginare, una varietà notevole di inconvenienti; ma nella maggior parte dei casi sono stati causa di successive modifiche per evitare il ripetersi delle stesse situazioni.

I circa 30 trialisti provenienti da fuori regione tra piemontesi veneti e aostani, giunti a Moggio per questa competizione dei Trofeo ASI Nordi Italia, hanno finalmente potuto vedere con i loro occhi la funzionalità del leggendario sistema di gestione gara sviluppato negli anni dal Team Millepiedi grazie a Diego di Fazio e Luigi Schiavi, all’epoca trialisti.

Per chi non è al corrente, il sistema di gestione gara ormai in uso dal 2006 permette anche durante la gara di veder comparire in rete (sul sito Trialario pagina Situazione Gara) i punteggi dei piloti zona per zona.

Ma la rapidità delle classifiche non stupisce i piloti Asi che già su questo punto sono già abituati bene; commenti unanimemente positivi sono giunti per la bellezza del paesaggio.

In questo momento autunnale variopinto con sfumature multicolori delle foglie ancora sui rami, le tute e le moto colorate creavano dei quadretti vivacissimi in movimento sulle foglie cadute e sui sassi chiari.

Invece, intorno ai boschi dove si è svolta la gara, montagne ed alpeggi appena visibili vicino ai crinali erbosi.

La zona è stata scelta grazie all’intraprendenza ed all’impegno di Gabriele Aldeghi, aiutato dagli altri suoi compagni di Team, ha recuperato agli sterpi quelle che sono poi diventate le zone della gara.

La valle di Moggio è nota ai piloti di alto livello per essere scelta spesso anche dal più celebre dei piloti valsassinesi, quasi sempre umida, presenta dei sassi che scivolano anche da asciutti, indistinguibili dagli altri sassi fino a che non gli metti un piede sopra e cadi.

La scelta degli ostacoli è davvero notevole ed organizzare una gara qui è una esperienza da fare.

Anche se non è facile, molte delle aree dove sono state tracciate le zone hanno un terreno instabile, sconnesso e che cambia moltissimo in funzione dell’umidità; come conseguenza le zone passano dal difficile al facile senza che dall’esterno si veda nulla.

Ma alla fine per lo più la calibratura delle zone è stata azzeccata.

Forse un po’ facile per i percorsi segnati con frecce bianche e gialle, che avendo ostacoli più ridotti hanno risentito del miglioramento climatico dai giorni di tracciatura al giorno di gara, mentre

la tracciatura del percorso verde, con le difficoltà di livello intenso ma accessibile a tutti è stata esattamente come ci si prefiggeva di fare.

Qui, efficacissimo Angelo Piu, fresco di titolo italiano categoria TR4 ha condotto tutta la gara senza dare spiragli di vittoria agli altri concorrenti.

Suo il primo posto con 14 penalità totali, davanti al locale De Angelis che conserva adeguatamente l’onore del team organizzatore a tre penalità di distanza.

Lieve ulteriore distacco per Andrea Bianchini, alla sua migliore prestazione dell’anno si permette di terminare il secondo giro a livello del campione italiano di categoria, totalizza 21 penalità totali e si accaparra il terzo gradino del podio.

Poco più distanti Lorenzo Macchè La Corte e Daniele Squaranti chiudono il quintetto dei piloti chiamati alle premiazioni.

Situazione anomala per la categoria associata al percorso giallo, ben quattro i piloti a due penalità e tutti premiati con il primo posto, Fabrizio barre, Claudio Rigamonti, Claudio Squaranti e Luca Conti si piazzano sul podio ai danni del composto ed atletico Fabio Macchè, che porta il suo preparatissimo fantic 240 a competere con i migliori senza infastidire i piloti della categoria epoca.

Un po’ facile il loro percorso, come si diceva valutato sulla base dell’umido dei giorni di tracciatura.

Altrettanto facile, ma solo per i piloti in odore di cambio categoria, il percorso dalle frecce bianche, vinto da Enrico Maria Zucchi con cinque penalità in tutto.

Questo valido pilota mandellese, meno di venti ore prima era stato protagonista di una lesione al muscolo del polpaccio con separazione delle fibre più esterne.

In modo poco rispettoso delle indicazioni terapeutiche, decide di farsi vedere alla partenza e vedere come può finire la gara.

Non sappiamo se la guarigione seguirà le stesse sorti della classifica dove la vittoria lo ha comunque premiato per la capacità di sopportare il dolore.

A soli due punti, il giovane Scaramella fa le spese della tenacia del mandellese, lasciandosi dietro il pilota Cesare Denti, che conquista il terzo posto ai danni di Erik Ribotta e del veterano Tullio Piazza, premiati anch’essi.

Grazie al potere di persuasione di Roberto Cavaglià, fautore dei Trofei Asi in Piemonte, compaiono dal Piemonte ben tre concorrenti della categoria Blu, in questo campionato riservata a piloti dalle capacità atletiche superiori ed in grado di sopportare ostacoli di spettacolari dimensioni.

Due di questi piloti, provenienti da categorie inferiori, hanno voluto cimentarsi in questa categoria per poter comporre la squadra.

Stessa motivazione ha spinto Valerio Fantin a confrontarsi sulle cosiddette zone blu, che in molti casi non erano per nulla invitanti né munite di grandi inviti.

Il primo gradino del podio lo conquista però il veneto Matteo Zampieri

Matteo Zampieri in questa categoria ci stava ci diritto ed infatti distacca di parecchio i suoi inseguitori, entrambi piemontesi ed entrambi con lo stesso nome, Matteo, ma per fortuna di cognome differente e cioè Vacchiero e Cresto.

Fuori dal podio invece un altro Matteo, tale Juglair che si toglie la soddisfazione di battere il giovane Fantin.

E’ dunque il Veneto ad aggiudicarsi con Matteo Zampieri il Trofeo Asi del 2022; un titolo ancora non molto conosciuto ma reso comunque importante dall’evento celebrato con la presenza dell’instancabile Sante ZAZA, Presidente ASI per il Piemonte, coordinatore delle attività Asi in tutti gli sport.

Non poteva mancare in una festa come si conviene il pranzo di fine gara, offerto con la stessa quota di iscrizione, al ristorante toscano La Puppola, che non ha fatto mancare gli assaggi dell’affettato toscano oltre a beveraggi e primo.

Su idea della direzione del team ospitante, tutti i piloti piemontesi sono stati omaggiati di una bottiglia di vino rosso della Valtellina (uno di quelli in grado di confrontarsi con la produzione piemontese) scelti da uno dei sommelier certificati di cui il team Trialario può vantare la disponibilità.

Questa giornata, in quanto ad impegni sportivi, era davvero la chiusura della stagione, una stagione chiusa in bellezza con l’aiuto di un clima che dell’autunno aveva solo i colori nelle foglie, quasi come se anche il meteo ci tenesse a far sì che i piloti di fuori regione si portassero a casa un bel ricordo di questa festa sportiva nel pittoresco panorama valsassinese.

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