Festa Trial Classic a Folgaria

Lo staff organizzativo della Due Giorni Trial Classic di Folgaria ha davvero colto nel segno per questa splendida edizione del 2025.

Va raccontato che questo risultato è stato comunque sudato e conquistato con la fatica di esperienze meno fortunate e contrastate da situazioni avverse e errori di valutazione, che però sono state prese a tesoro per poi raggiungere un elevatissimo gradimento in questa edizione 2025.

Per dare maggiore autorevolezza a questo resoconto è necessario anche raccontare quello che ha impedito alla precedente edizione di avere lo stesso successo.

Proprio sull’onda dell’affluenza di partecipanti delle precedenti edizioni, la Due Giorni Trial Classic Folgaria del 2024 partiva con aspettative enormi e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto anche corrisponderle tanto che il numero di piloti in elenco aveva superato la cifra di 300.

Per far fronte a questo importante afflusso, il principale ideatore di questo progetto fuoristradistico aveva preparato un sistema di zone doppie separando i concorrenti delle categorie più numerose da quelli che avrebbero affrontato zone più impegnative e tecniche, tracciando appunto zone separate quando gli ostacoli dei percorsi giallo verde e rosso erano più dimensionati.

Giunto il momento della gara, le risorse umane disponibili e destinate alla copertura dei percorsi, i giudici per intenderci, non erano sufficienti e questo è stato già un intoppo non da poco.

La presenza di personaggi noti e blasonati del mondo del trial, ex campioni mondiale degli anni d’oro e varie figure quasi mitologiche, ha spinto i tracciatori a sviluppare percorsi anche spettacolari che poi la giornata della gara erano eccessivi per le moto veramente classic.

L’accumulo dei concorrenti in queste sezioni lunghe e impegnative aveva dilatato i tempi di gara che nella domenica sono stati ulteriormente afflitti da una copiosa pioggia che ha costretto a eliminare molte zone rivelatesi impraticabili.

Un altro problema è stato quello della difficoltà di alcuni giudici di corrispondere alle indicazioni dello staff organizzativo, con la conseguente impossibilità di comporre le classifiche nei tempi dovuti.

L’edizione 2025 è stata invece completamente riuscita sotto ogni punto di vista.

Ugo Alberti ha deciso di cominciare la sua opera di reclutamento di giudici esperti mesi prima della gara, inoltre, invece di separare la stessa zona in due tra percorso facile e percorso difficile, i tracciatori hanno snellito molto i tracciati in modo che il tempo di percorrenza fosse comunque inferiore anche se tutte le 4 categorie passavano per gli stessi ingressi.

Questo ha ridotto anche la necessità di giudici e aiuto giudici perché le zone erano effettivamente 18 ma sapientemente tracciate in modo da poter essere percorse anche in caso di pioggia.

La componente esperta del personale di controllo alle zone, la solerte presenza di supervisori che giravano continuamente per il percorso durante la gara per risolvere eventuali inconvenienti e rifocillare i giudici, il bel tempo e un numero di partecipanti ridotto a circa 140 hanno fatto sì che tutti i concorrenti incontrassero le migliori condizioni per il vero divertimento.

Il successo ottenuto ha espresso un numero di partecipanti che avrebbe anche potuto essere superiore se non fosse stato che, casualmente, i comitati regionali di Piemonte, Lombardia e Triveneto hanno piazzato gare di campionato regionale proprio su questa data, potenza delle coincidenze.

Nel descrivere la gara, abbiamo avuto modo di percorrere tutto il tracciato, leggermente più corto rispetto allo scorso anno ma sempre contraddistinto da lunghi sentieri in ombrosi boschi di pini, gradevoli e impegnativi ma percorribili anche senza eccessivi sforzi per chi aveva moto davvero antiche.

Seppure impegnato come giudice, grazie alla disponibilità di Giorgio Big Jordy che sui sentieri boscosi di Folgaria è una saetta anche se alla guida di un TR 34, prima dell’arrivo dei concorrenti ho potuto apprezzare sia il percorso che i panorami.

Le zone erano caratterizzate da curve e controcurve, sfruttando i numerosi cambi di pendenza e le radici molto frequenti in alcune parti dei boschi di Folgaria, ruscelli e ostacoli rocciosi arricchivano un panorama trialistico molto vario davvero per tutti i gusti degli appassionati della guida classic.

Da sottolineare è il fatto che le guardie forestali hanno mantenuto molto attiva la loro presenza sulla gara, con diverse pattuglie fino a quasi tutte le zone, quindi per l’organizzazione un ulteriore impegno a rispettare tutto quello che era previsto dai permessi con assoluto divieto di transito per chi era estraneo alla competizione.

L’attenzione per l’impatto di gara sul territorio era ulteriormente estesa al cercare di avvisare gli escursionisti in transito sulla presenza di un percorso di gara, in modo da non trovarsi inaspettatamente sul trasferimento.

Sempre presenti sul percorso, in qualità di observer, oltre al già citato Big Jordy, il famoso Gianni Tabarelli, Lord Giorgio Eccher e ovviamente Ugo Boss Alberti, che hanno per primi constatato che il ridimensionamento delle difficoltà del percorso ha ridotto molto la fonte dei possibili problemi lasciando spazio al divertimento.

Tutto questo senza che la gara diventasse banale, ostacoli di dimensione dignitosa (argini di sassi, ceppi di tronchi e la famosa cascata) hanno continuato a far presenza e a dare soddisfazioni ai più bravi che riuscivano a strappare lo zero in quelle zone più spettacolari, sia per le vintage sia per le recenti, i cui possessori dovevano comunque esprimere impegno per evitare penalità.

Il pubblico presente ha potuto apprezzare la bella guida dei più carismatici piloti e i numeri di Juan Pons e Filippo Locca sulla sua Beta preparata al millimetro.

Fine gara molto anticipato rispetto alle precedenti edizioni e premiazioni per le numerosissime categorie hanno permesso ai piloti di ripartire poco dopo le 17, fatto anche questo apprezzato dopo un fine settimana festoso e contraddistinto più dal divertimento che dalla fatica.

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