Ed eccoci alla fine di questo Trofeo Trialario 2026, un’annata contraddistinta da molte soddisfazioni in termini di resa coreografica delle gare, come può essere testimoniato dai video.

Apprezzate dai piloti e impegnative per gli organizzatori, queste 6 gare di trofeo più una di T.A.T.A, hanno mostrato una grande varietà di terreni, tutti distribuiti in zone boschive, sassose, alpine, senza per fortuna aver dovuto ricorrere alle aree trial parzialmente artificiali.

Dopo un paio di gare risultate piuttosto facili nella resa agonistica, verso fine stagione si è optato per un incremento di impegno richiesto anche se l’incombenza della pioggia ha decretato una flessione del livello proprio per la gara di Ballabio.

Gara che, grazie alla disponibilità di Riccardo Ciciliani e del suo efficientissimo gruppo, ha permesso di offrire una varietà di ostacoli e un insieme di difficoltà ben adeguate alle richieste dei trialisti che si possono divertire soprattutto quando c’è qualcosa da conquistare in termini di bassi punteggi.

Quello che appare scontato mentre si percorre il terreno di gara è comunque il risultato di uno studio di percorso, verifica delle parti accessibili grazie a chi concede i permessi e tanto lavoro di preparazione, lavoro che in questo caso i tracciatori si sono trovati già fatto, rovi, arbusti e altri infestanti che ingombravano i sentieri e le zone sono stati appunto rimossi dal gruppo di Ballabio alla fine permettendo ben 4 zone mai percorse e che hanno dato ai piloti situazioni in parte diverse da ciò che si trova di solito.

Il terreno alternava, terra, roccia sgretolata, parti fangose e radici, oltre a un trasferimento caratteristico e molto tecnico su sentiero ghiaioso e sassoso, che tra la zona 3 e la 4 portava ogni pilota ad arrivare con gli avambracci in cerca di riposo.

La probabilità che piovesse ha molto condizionato la tracciatura ma, nonostante questo e grazie alle adeguate rincorse, la parte di spettacolo soprattutto per gli ostacoli della superpro è stata decisamente abbondante.

Peccato per il fatto che le zone più caratteristiche fossero abbastanza difficili da raggiungere e non hanno perciò arricchito il video della gara.

Partita sotto un cielo a pecorelle grasse, con vari squarci di azzurro intenso, la possibilità di una gara quasi asciutta ha fatto sperare, per trasformarsi poi in una lieve pioviggine e in una pioggia abbastanza battente per circa mezz’ora.

Lì si è visto che mantenere il giusto livello di tracciatura è stata una decisione saggia.

I piloti presenti, poco meno di 60 come già ci si immaginava quando le previsioni sono grigie, si sono disputati i passaggi sul naturale per arrivare alla zona 8, tracciata nell’ospitality del locale Coyote Ugly, sempre grazie alla disponibilità del team ballabiese.

Di questo dobbiamo ringraziare il proprietario dell’azienda Caseificio Ganassa, che oltre a produrre dei saporitissimi e ricercati formaggi, ha assistito a varie fasi della gara presso la zona dei tronchi.

Sappiamo che le zone indoor sono poco digerite dagli amanti del naturale ma, in questo caso, la disposizione del legname ha reso questo percorso insidioso al punto da premiare i piloti che sapevano studiare le giuste traiettorie, tanto che in tutte le categorie si sono viste tutte le tipologie di punteggio.

Portando la nostra attenzione sulla gara, ultima di trofeo, solo la categoria Dilettanti era gravata da un titolo già assegnato, cioè quello di Davide Azzoni, che anche in questa gara conferma la sua preparazione con dei parziali inimitabili dagli avversari e 4 punti totali.

Splendido secondo posto per Omar Mascheri, tre punti per ogni giro, un punteggio che sarebbe bastato alla vittoria in altre occasioni solo se Azzoni fosse stato in giornata normale invece che in piena forma.

Più staccati sono Della Bosca e Marco Della Mura, che in questa gara sfiora il podio dimostrando di saper domare l’esuberanza della sua TRS Gold anche sulle zone scivolose.

Ancora a poca distanza evidentemente supportati dalla loro solida esperienza di trialisti troviamo i due veterani Mazzoleni e Garzetti, quest’ultimo sul fido Fantic 240.

Trofeo Trialario in mano a Enrico Zucchi, la vittoria in questo caso deve però andare incredibilmente a Erica Bianchi, evidentemente in crescita tecnica nel corso della stagione fino a conquistare in questa gara la vetta delle zone verdi con 19 punti.

Tradito da cinque inutili punti per uno spegnimento al terzo giro, Enrico Zucchi consolida comunque la vittoria di trofeo a un punto in più di Erica che paga pure lei un inutile 5 per una bandierina non vista ma comunque ad un punto in meno del suo inseguitore Pietro De Angelis che finisce a 21 a sua volta per un punto davanti al giovanissimo Peracca.

Non basta per Massimo Capelli lo splendido terzo giro a 2 penalità per recuperare il podio e si trova quinto gravato dai punti del primo giro.

De Angelis con questo terzo posto finisce le sue fatiche da fantichista vintage conquistando il primo posto del Trofeo Trialario nella classifica degli amatori veterani davanti a Luca Pradella e il secondo posto di trofeo davanti all’endurista Cerfoglio, ottimo terzo alla prima esperienza nel Trialario.

Da assegnare in questa gara era la vittoria della categoria Expert, vinta con discreto margine da Manuel Robba, decisamente composto e preciso anche sulle parti scivolose a discapito di Luca Conti, un altro pilota molto composto e preciso che in questa gara cede al suo più giovane compagno di allenamento accontentandosi di un comunque meritato secondo posto di gara e di campionato. Terzo posto di gara per il figlio d’arte Alberto Zucchi, seguito dal padre in gara con ottimi risultato.

Poco dietro al podio troviamo Gaspare Pomi, che pare gradire questo terreno in parte scivoloso situandosi vicino a dove di solito troviamo il suo omonimo, assente per l’occasione.

Gara vinta nella categoria Pro dal tenacissimo Diego Acquistapace, che si impone su Alessandro Molatore e sul sempre fortissimo Fabio Macché, invertite però le prime due posizioni in campionato con una vittoria di Molatore forse per via di una maggiore regolarità di risultati.

Al terzo posto di campionato troviamo però ancora Fabio Macché, meritevole di guidare una splendida Montesa 315, moto di 20 anni ma perfettamente preparata.

Beffa di fine campionato nella categoria Superpro, dove, in virtù del maggior numero di gare terminate ci si aspettava la vittoria del fortissimo Matteo Gianoni.

Vince invece l’altrettanto fortissimo Matteo Zampieri, festeggiando tra l’altro il compleanno, che seppur sfortunato in termini di guasti meccanici su diverse delle gare disputate, viene premiato dal sistema di punteggio che premia abbastanza le seconde posizioni delle categorie con un maggior numero di partecipanti, riducendo così lo svantaggio dei ritiri.

Molto gradita a fine gara l’ospitalità del Coyote Ugly, che con un servizio davvero rapido hanno saputo accontentare tutti i trialisti che cercavano un po’ di calore fisico e anche il gusto dei “pinsotti” caldi è stato apprezzato a contraltare delle temperature e dell’umido autunnale patito in gara.

Le premiazioni all’aperto e festa di fine campionato grazie all’interruzione della pioggia, con abbondante profusione di bollicine e torte, hanno lietamente concluso una stagione riuscitissima e apprezzata anche se in flessione come numero di partecipanti con l’augurio futuro di poter condividere questi successi organizzativi e questo divertimento con un maggior numero di partecipanti.

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