Appena passata la gara di Cremia Ballabio ha richiesto le attenzioni preparatorie.

Solo l’impegno intenso dei trialisti della bassa Valsassina, di cui il più noto riferimento è Riccardo Ciciliani, ha potuto recuperare agli sterpi i sentieri ed i passaggi necessari al percorso di avvicinamento alle zone.

I trialisti che sono più noti al Trialario, oltre al già menzionato Ciciliani, sono anche Matteo Gerosa, Luca Pozzi e Anna Consonni, ma non sono gli unici che hanno contribuito a rinnovare tra i rovi il tracciato che è poi diventato il trasferimento dell’ultima gara.

Una estensione delle aree già utilizzate lo scorso anno ha permesso la scoperta di nuovi ostacoli, anche parecchio coreografici ma che per la loro disposizione non hanno potuto essere inseriti nelle zone senza creare problemi di visibilità ai giudici.

Sarà per le prossime occasioni, dato che il materiale naturale roccioso, alternato a terra ghiaia e prato è interessante e sicuramente fruibile.

La tipicità di questo terreno, così ricco di frazioni di roccia spesso anche instabili, rende la tracciatura di valutazione difficile, soprattutto sulle zone ancora non battute che nei passaggi a piedi si rivelano così ricche di trappole da dare l’impressione di essere più ostiche di quanto non siano effettivamente una volta battuto il percorso.

Ed in effetti il risultato ne è stato una gara più facile di quanto non si prevedesse.

In quasi tutte le categorie i meglio classificati hanno girato a punteggi inferiori ai cinque punti per giro, decisamente meno di quanto i passaggi anche stretti all’interno e sopra rocce molto irregolari sembrassero suggerire.

Una novità per questo percorso è stata la zona indoor, composta da una quantità di tronchi davvero adeguata a tracciare una zona coreografica e spettacolare, sarebbe stato senz’altro più bello sfruttare tutti quei passaggi che la disposizione dei tronchi aveva offerto, ma la sovrapposizione delle cinque categorie e la regola dell’incrocio vietato ha impedito di godere di tutte le possibilità offerte.

Ringraziamo però gli appassionati che hanno contribuito a mettere il materiale a disposizione.

Tornando alle situazioni naturali, l’ambiente montano, il pendio sotto la strada che si inerpica verso Morterone sul lato ovest del Monte Due Mani, questo primo di ottobre mostrava alberi ancora verdi ed un tepore che si sarebbe associato più alla primavera che all’autunno e, senza causare eccessive disidratazioni, i piloti hanno patito più il caldo che il fresco sebbene vestiti con le maglie leggere.

Piuttosto, la fonte del sudore, soprattutto per le categorie più numerose, poteva essere associata al trasferimento, non molto lungo ma senz’altro più impegnativo della maggior parte delle zone gialle e verdi.

E le classifiche ne sono infatti la prova, con un solo punto totale ecco svettare Agostino Tavaglione, già noto come esperto di traiettorie, ci dimostra che in questa gara la scelta che abbiamo lasciato ai piloti su come affrontare le zone è stata forse troppo estesa ed ha ridotto le difficoltà in modo inatteso.

Dopo il veterano Tavaglione due piloti a quattro punti, secondi a parimerito, Raschitelli ed Acquistapace si sono contesi questa competizione soffiando il podio a Orsini e Molteni subito dietro di loro.

Di seguitoi troviamo un gradito ritorno da Verona, risolti almeno parzialmente i problemi con una spalla, Giuseppe Righetto rientra direttamente nella parte alta della classifica guidando gli inseguitori, il più giovane Denti e Cesare Menegolli autore di un ottimo ultimo giro a zero punti.

Anche la categoria amatori è risultata sottodimensionata in quanto ad ostacoli, tanto che, in sella alla sua 315 con preparazione speciale da 308 cc., si piazza al primo posto Marco Vitari, con un solo punto totale.

Una conferma sul podio arriva dal sempre composto Luca Mevio, con tre punti, due dei quali nelle prime zone, mentre al giovane Strambini rimane il terzo gradino del podio, con sei punti.

Il pilota locale Matteo Gerosa eguaglia l’esperto Balossi con otto punti, superandolo per i passaggi a zero mentre, sempre efficace e vicino ai primi, Gabriele Aldeghi è sesto in questa gara.

Solo di poco più difficile rispetto a Cremia è il percorso della categoria blu, dove però il percorso asciutto ha permesso di regolare la gara con successo ai piloti avvezzi a spostamenti e rapide partenze.

Premiato dal suo vigore atletico è Squaranti a vincere la categoria expert, seguito da Cristian Maresi e dal sempre efficace Stefano Leoni.

Al quarto posto si posiziona il giovanissimo Magnolio mentre per Pomi questa gara è stata meno gradita e dalla vittoria di Cremia passa al quinto posto.

Nuova conferma in vetta Pro per Federico Salvagni, che ha facilmente avuto ragione di queste zone con tre punti di scarto su Fabio Macchè che con questo secondo posto si mette più solidamente in testa alla classifica Pro.

Lotta all’ultimo zero tra Ciciliani e De Angelis, partito senza particolare grinta recupera alla fine tornando sul podio con l’ultimo giro a due punti.

Più distaccato da Ciciliani, al quinto posto troviamo Diego Righetto, questa la sua prima gara nei Pro e nel 2023 ed ottimo il suo finale quando dimostra una guida davvero composta, ma i punti accumulati per togliere la ruggine dell’assenza dalle gare lo privano della possibilità di avvicinarsi al podio.

Questa volta la categoria Pro è più nutrita della categoria precedente, forse per la prima volta negli ultimi dieci anni, ed a renderla così popolata sono anche Lorenzo Macchè La Corte, già terzo alla gara di Buglio e Max Gatti, autore di ottimi passaggi anche sui maggiori ostacoli che precedono Fabio Bertassi ed il giovane Agostoni.

Dopo l’infortunio alla mano di Zampieri, poggiata dopo un insidioso masso da affrontare da fermo, la Superpro viene tenuta in vita da Luca Ruffoni, che non si risparmia affatto in quanto a spettacolo e offre sempre ottimi momenti di emozione sportiva.

I sessantasei piloti presenti terminano in anticipo rispetto al tempo totale e permettono un rapido ingresso alle premiazioni, cui con entusiasmo partecipa anche il Sindaco Bussola, convinto sostenitore degli eventi sportivi e grato al team locale di aver contribuito a pulire i boschi sia dagli sterpi che dalle immondizie che alcuni appassionati di montagna non si fanno scrupoli a lasciare per la via.

Apprezzata anche questa gara, per lo più dai piloti di metà classifica, ci si avvicina all’autunno ed alla prossima competizione, l’ultima della stagione che sarà nella già nota pineta di Dorio ma con partenza da Colico loc. Laghetto, e probabilmente anche arricchita di una categoria più “antica”.

Devi essere connesso per inviare un commento.
Menu