11 settembre 2017

RESINELLI 2017: Gara da Lupi (Padre e figlio)


RESINELLI 2017: Gara da Lupi (Padre e figlio)

Dopo aver battuto tutti i record di consultazione delle previsioni del tempo, con punte di 126 volte in un giorno da parte di Bartesaghi, seguito con gran distanza da Giorgio Del Pero con 88, è finalmente partita la gara dei Piani Resinelli.

Se tra gli organizzatori non c’è stato nessun dubbio sul fatto che la gara si facesse, serpeggiava tra i piloti la possibilità che venisse rimandata, anche se, visto che si era già a destinazione, il desiderio di provarci superava quello di ritornare a casa dopo una bella mangiata.

Certo che, al caldo della trattoria “La Meridiana”, con la prospettiva di una polenta galleggiante nel gorgonzola (come si è verificato dopo la gara), i trialisti seduti ai tavoli prima della partenza non sembravano ansiosi di togliere le scarpe da ginnastica per indossare stivali e varie forme di impermeabili.

E invece, Giorgio Del Pero, non a caso per nulla intimorito dal tempo da Lupi, già la mattina alle 9.30, con pioggia battente e 7° di temperatura aveva completato la ricognizione del percorso, trasferimento agibile e zone non troppo invase dalla piena.

Bartesaghi e De Angelis sono partiti per le eventuali modifiche delle zone, che ci sono state diciamo ovunque tranne alle zone 2 e 8, anche se non per tutte le categorie, modifiche che sono andate avanti fino alle 12.30, precedendo appena appena i primi partecipanti.

La gara è quindi partita con un ora di ritardo, non tanto per le modifiche quanto nella speranza che la pioggia, come dicevano le previsioni diminuisse di intensità, cosa che non ha fatto fino a fine gara.

Con queste premesse poco incoraggianti si sono mossi i primi piloti, non si sapeva se le zone migliorassero o peggiorassero, nel complesso diciamo che il fango è cresciuto molto e si girava in condizioni che solo in tempi ormai lontani si sarebbero accettate anche in allenamento.

Detto questo, TANTISSIMI COMPLIMENTI ai piloti che si sono avventurati in questa gara da duri, complimenti anche ai 3 piloti che si sono ritirati perchè ci hanno provato (e se non avevano abbastanza strati per coprirsi hanno fatto bene ad evitare l’assideramento), complimenti anche ai giudici che di acqua ne hanno presa non meno e non hanno solo dovuto guardare, ma anche muoversi ne “puciacco”.

Per quanto riguarda la descrizione tecnica della competizione, il trasferimento è stato parecchio lungo, lunghi tratti di sentiero fangoso ma sempre praticabile, per evitare di rovinare i prati le varianti prevedevano passaggi nei boschi con numerosi scavalcamenti di tronchi e altrettante curve, salite e dossi; a questo si aggiungevano dei tratti in cui il sentiero era diventato un torrentello sassoso, sufficiente di per se stesso a diventare una zona.   In tutti i tratti del trasferimento c’era comunque aderenza, quindi a livello di soddisfazione sportiva questa gara fangosa è stata davvero generosa.

Però freddo, parecchio, in pochi hanno potuto contare su un impermeabile che reggesse tutta la gara e, se nei tratti di bosco c’era modo di scaldarsi, nei tratti di mulattiera asfaltata l’acqua ti si raffreddava addosso e si arrivava alla partenza o alla zona uno tremando.

Di nuovo bravi a tutti i piloti, solo 40, che possono dire di esserci stati, a prescindere dal risultato, anche perché sia il fango che le circostanze hanno influito molto rivoluzionando le classifiche in qualche caso.

Non è stato questo il caso della categoria dilettanti, in cui con 35 punti vince Borghi che già nella gara di Valbrona, totalmente differente sia per clima che per tipologia di ostacoli, aveva fatto il risultato grazie alla sua comprovata esperienza e alla guida sempre centrata e composta.

A queste due doti, questa volta ha aggiunto una condotta di gara veloce, che gli ha consentito di giovarsi di un peggioramento delle zone minore di altri concorrenti.

Di avviso del tutto diverso riguardo alla condotta di gara di Davide Azzoni, che finalmente  riesce a chiudere una gara senza eventi sfortunati e nelle giuste condizioni di salute potendo far emergere una guida solida e precisa che già avevamo visto a Valmadrera (ritirato all’ultimo giro per guasto alla moto mentre era tra il secondo e il terzo posto) e l’anno scorso sempre ai Resinelli, dove aveva vinto.

Meno preoccupato del freddo che di fare una bella gara Azzoni percorre l’ultimo giro senza affrettarsi, con un buon parziale anche sulle zone peggiorate riuscendo ad imporsi di un punto su Pedroncelli con 38 punti a 39.

Molto vicini i piloti che seguono, come a sottolineare che di fronte a livelli di bravura simili a determinare la classifica è spesso il capire una zona meglio o semplicemente qualche evento fortuito. Proprio a questo proposito sono vicinissimi di punteggio Arrigoni Bellati e Garzetti, sicuramente non avvantaggiato (almeno come freni) dall’avere un Fantic 240 in questa gara bagnata.

Nota di merito per Clara Macchiavello, che si introduce in alta classifica molto vicino ai primi, i suoi punteggi  alla zona 6 (uno 0 0) le hanno fatto recuperare un bel po’ di punti rendendola competitiva con piloti che in molte occasioni hanno fatto il podio.

Uno di questi è Tavaglione, forse per la prima volta in difficoltà su una zona (la uno) e forse non a suo agio su zone che non permettevano più di tanto la gestione delle traiettorie di cui è maestro, da sportivo finisce comunque con il suo solito atteggiamento gioviale ed amichevole.

Nella amatori prevedibile trionfo di Macchè LaCorte, con moto nuova, termina con 20 punti totali contro i 36 dei suoi inseguitori, Acquistapace Luca e Rizzi Claudio, entrambi a 36 punti, fuori dal podio Balossi a 37 più 10 ha fatto solo un punto in più ma con il Garelli, con freni a tamburo e tutto il resto.

Parecchi i piloti che si concentrano intorno ai 40 punti, solo 4 in più della zona podio, anche qui la classifica è spesso questione di destino.

Il fattore destino ha giocato parecchio anche sulla classifica della categoria expert, dove dopo una partenza ricca di zone a 5 De Angelis conquista il primo posto con 3 punti di scarto su Fabio Macchè, se De Angelis ha fatto i conti con la foratura del posteriore all’ultimo giro (ma che in alcune zone dava aderenza supplementare), Macchè alterna splendidi zero, come quello della radice della 3 a zone sotto le sue possibilità giungendo alla fine secondo.

Rimane comunque abissale il distacco tra Macché e Maresi, anche lui autore di ottimi passaggi a zero alla zona 7, che utilizza con massimo profitto la Golden Tyre sponsorizzatagli dalla ditta Angelo B tramite Luca Valsecchi e conquista in questa difficile gara il terzo gradino del podio.

Se sulle rocce la Golden Tyre si comporta in modo non sempre controllabile, non si può mettere in dubbio che sul fango grosso dia una notevole aderenza rispetto al Michelin.

Meno convinto delle sue possibilità è Gatti, che, correndo come primo pilota blu non ha modo di capire alcune zone e anche se passa a due sulla radice della 3 si ritrova con punteggi alti. Finisce comunque in una posizione consona al suo livello, anzi davanti a Bianchini che è già stato pilota da podio.

Gara a due per la top class, dove Ruga e Codega girano insieme dimostrando comunque la loro superiorità rispetto ai piloti delle altre classi (in un paio di zone rossi e blu facevano gli stessi passaggi e si poteva fare il confronto) e con la vittoria di quest’ultimo.

Bravo alla fine Giorgio Del Pero a realizzare un percorso con trasferimento così articolato e zone a detta di tutti belle, senza eccezioni, anche con la pioggia.

Nel caldo ambiente de “la meridiana”, un Ricchissimo piatto (piloti hanno terminato i dolci) di polenta, tagliere di affettati, eccetera ha infine contornato una gara che come ha giustamente detto Borghi “di quelle che ne vedi cinque o sei in tutta la vita di trialista”.


 

 


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