4 settembre 2013

Intervista a Stefano Spreafico


Intervista a Stefano Spreafico

In attesa della prossima “puntata” agonistica del circuito Trialario, andiamo a conoscere un altro pilota del movimento trialistico
Lui è Stefano Spreafico nato a Lecco il 4 novembre del 1973 residente nella frazione cittadina di Chiuso. Professione commerciante
Ciao Stefano e grazie di averci risposto.
Come nasce la passione per il trial?
<< Per caso. Avevo un amico che passava tutti i giorni davanti a casa mia con il trial. Un giorno mi son detto “la voglio anch’io!”,  e l’ho comprata. Da li è cominciato tutto>>
Praticavi altri sport?
<< Prima avevo una moto da cross, ho fatto anche un paio di gare ma niente di serio>>
Come consideri il circuito Trialario: a livello di gare ed organizzativamente?
<< Penso che sia perfetto per divertirsi. Negli ultimi anni le gare sono migliorate e sono diventate più selettive. Alcuni esempi Premana e Cremia nel 2012: bellissime. L’ultima fatta a Piantedo , secondo me, è la migliore. Sull’organizzazione faccio i miei complimenti allo staff per come si sono evoluti tecnologicamente negli ultimi anni. Per quanto “piccoli” a livello di gare ed organizzativo tengono testa alla concorrenza ed in alcune cose addirittura la superano>>
Qualche suggerimento da porre ?
<< Più gare come quelle citate sopra. È vero che la gente viene al Trialario per divertirsi, ma un rosso è pur sempre un rosso e la difficoltà ci deve essere. Personalmente non amo molto quelle gare troppo facili dove un pilota può chiudere tranquillamente con un paio di penalità al massimo, sia perche in questi casi un errore stupido o di distrazione come il salto di una bandierina ti fa buttare via l’intera gara senza possibilità di recupero e di conseguenza psicologicamente fai fatica ad andare avanti motivato, sia perché le gare piu difficili e piu tecniche mi divertono di più e mi fanno restare piu concentrato. Farei qualcosa poi per gestire meglio le gare con molti partecipanti come le ultime per evitare gli ftm dovuti piu che dalla cattiva gestione del tempo da parte del pilota, dalle code troppo lunghe>> Raccontaci la tua storia da pilota ed i risultati ottenuti
<< Ho iniziato tardi, era il 2003 ed avevo 30 anni. Praticamente ho imparato da solo guardando quello che facevano i piloti piu bravi. Ho cominciato le gare facendo la categoria verde al regionale ed ho chiuso più o meno a metà classifica. Ci ho riprovato l’anno dopo sempre nei verdi ed ho vinto il campionato. L’anno successivo sono passato ai rossi. Ho fatto anche per tre anni il campionato italiano nella categoria junior (quella che oggi si chiama tr3). I risultati migliori li ho ottenuti al trialario vincendo per quattro volte il campionato pro. Tirando le somme posso ritenermi soddisfatto, mi dispiace soltanto di non avere avuto la possibilità di iniziare da piccolo>>
Quante volte ti alleni?
<< Prima almeno tre volte a settimana. Ora quando ho tempo, se riesco ad uscire una volta a settimana è già tanto>>
In questa stagione 2013, nel circuito Trialario, quali sono stati i tuoi risultati? La prova più bella?
<< Come già detto sopra la prova piu bella e stata quella di Piantedo dove sono arrivato quinto. Quest’anno il livello dei piloti è salito (e l’eta media si è abbassata), di  conseguenza la sfida è diventata ancora piu dura. Inoltre mi alleno molto meno di prima quindi riuscire a vincere non e più cosi facile. Ma va bene così, sono contento che siano arrivati nuovi avversari. Purtroppo ho avuto anche due gare sfortunate, una dove sono arrivato fuori tempo massimo per un minuto ed un’altra dove ho rotto la  moto. Alla fine il risultato migliore l’ho ottenuto ai resinelli con il  terzo posto. Cercherò di rifarmi nelle prossime prove>>
Prova suggerire agli organizzatori una località da inserire nel calendario?
<< La Valchiavenna: San Giacomo Filippo o Campodolcino>>
Cosa significa per te fare trial?
<< Divertirsi e non pensare a tutto il resto. Un momento di sfogo>>
Un messaggio ed un saluto
<< Grazie per avere pensato a me. Ciao a tutti ci si vede in zona>>

 

 


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