23 novembre 2012

NO-STOP? No Grazie…e correva l’anno 2000


NO-STOP? No Grazie…e correva l’anno 2000

Correva l’anno 2000 (leggasi 2000, cioè 12 anni fa) e scrivevo questo articolo poi pubblicato sulle pagine dell’allora nascente mototrial…
Sono passati 12 anni ma siamo alle solite…
Se avete voglia leggete e sappiate che in molti risposero e poi pubblicammo i risultati e ovviamente… il no stop non piaceva e la storia successiva lo ha dimostrato…
Altrettanto ovviamente al Trialario il regolamento rimarrà quello di sempre !!!

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Leggo su una rivista specializzata in fuoristrada su due ruote un lungo articolo su Don Ignacio Verneda Casasayas presidente della commissione sportiva trial della Federazione Internazionale. Non ho potuto evitare di sobbalzare sulla sedia quando ho letto che afferma che “più del 95% di tutti i trialisti giudica positivamente il ritorno al trial no-stop”, cioè il fatto che venga penalizzata la fermata in zona, e che “per il futuro si dovrà arrivare alle no-stop pure”, cioè a penalizzare con il massimo delle penalità, cinque punti, la fermata in zona. L’importante è “creare la mentalità giusta”. Mi sembra che come al solito i “politici” della situazione si beino per le loro trovate senza nemmeno rendersi conto di ciò che dicono e sostengono. Tanto per cominciare qualunque esperto di statistica vi potrà dire che nemmeno per temi più importanti e quasi ovvi, se si considera un campione statisticamente valido, è possibile raggiungere il 95% di consensi, figuriamoci per il trial no-stop… E se si trattasse solo di un’impressione più che di una vera statistica allora sarebbe meglio specificarlo ! Personalmente conosco alcune persone (tre) che hanno abbandonato il Trial proprio a causa dei nuovi regolamenti (divieto di spostamenti, penalità per la fermata in zona, ecc.) e alcune meditano o hanno meditato di abbandonarlo per lo stesso motivo ma non conosco nessuno che abbia deciso di cominciare o ricominciare a praticare questo sport proprio SOLO o ANCHE in virtù del divieto di fermarsi in zona o di spostare da fermi ! E il fatto che il numero dei praticanti in questi ultimi due/tre anni sia aumentato dipende, a mio avviso con certezza, da fatti che con i nuovi regolamenti non hanno nessuna relazione ma delle quali non ritengo sia in questo ambito né utile né interessante discutere (economia, tendenze di spesa, nuove generazioni, moto club, ecc. …) Certo il divieto di spostare la moto in zona e soprattutto di retrocedere hanno aiutato il trial, ma solo ai livelli più alti, ad uscire da una situazione di staticità ed eccessivo inasprimento delle difficoltà delle zone tracciate che limitavano la possibilità di partecipare a gare di alto livello a pochi piloti. Ma il divieto di fermata cosa rappresenta esattamente ? A chi giova ? Se un pilota non può spostare la moto e non può retrocedere cosa ci starebbe comunque a fare fermo davanti ad un ostacolo ? Tra l’altro non è nemmeno vero che così si velocizza l’uscita dalla zona perché oggi come oggi un pilota che abbia la sventura di fermarsi può a quel punto restare fermo quanto vuole che sempre una penalità prende. Certo in quest’ottica la no-stop pura avrebbe senso ma a quel punto di che sport si tratterebbe ? E chi dice che si deve tornare alle origini su cosa basa queste convinzioni ? Ricordo che alle origini non ci si fermava in zona perché non era possibile farlo pena il fiasco ma solo per motivi tecnici : ripartire con moto di quasi 200 Kg con frizioni e rapporti del cambio non certo paragonabili a quelli odierni era un’impresa. E poi il “surplace”, che con le nuove regole non ha più motivo di esistere, non è da sempre stata una tecnica tipica del trial della quale troviamo descrizione in qualsiasi manuale o corso (magari in videocassetta) riguardante il trial fin dai tempi (trialistici) più lontani ? Anzi, tempo fa si facevano anche piccole “gare” di surplace e il campione si riconosceva anche per questa sua particolare abilità. Insomma parole come modernità, progresso e simili, che certo non hanno insiti necessariamente concetti positivi ma nemmeno necessariamente negativi, sono sconosciute a coloro che sulla “pelle” di noi piloti decidono quotidianamente come snaturare il nostro sport ? Consideriamo anche che con i nuovi regolamenti tecnicamente le moto dovranno andare incontro necessariamente ad una involuzione tecnica ma dire che questo è un bene mi sembra assai azzardato. Insomma vi immaginate di dover per regolamento tornare a correre con moto pesanti e a due ammortizzatori perché così, secondo loro, il trial ci guadagna ? O magari dall’anno prossimo trovarsi con il divieto ad utilizzare la frizione in zona “perché alle origini era così” ? E tutto questo deciso da persone che o non hanno mai praticato questo sport o che non lo praticano da moltissimi anni e non hanno nemmeno modo di rendersi conto di ciò che stanno facendo. Il trial è da sempre una lotta innanzitutto del pilota contro l’ostacolo combattuta con la tecnica e soprattutto con la concentrazione e lo studio dello stesso per poterlo poi affrontare al meglio. I lunghi surplace in genere servono (servivano) proprio a questo e forse anche questo era secondo me il bello del trial : “il tempo non conta, prenditi tutto il tempo che ti serve per vincere la tua sfida” potevi dire a te stesso una volta… Proprio il fatto che il tempo e la velocità non contasse niente inoltre era motivo di originalità del nostro sport oltre che, a volte, di vanto. E invece da quest’anno hanno pensato pure, sempre i nostri geniali “benefattori”, di utilizzare il tempo di gara come discriminante per i parimerito : chi primo finisce la gara, andando veloce in trasferimento, studiando poco le zone, e così via, in caso di parimerito vince… ! Insomma io non riconosco più lo sport che fin dall’età delle scuole elementari mi ha sempre, fino ad oggi, appassionato. Ebbene uno di quelli che grazie ai nuovi regolamenti medita di abbandonare il trial sono anche io. Penso che entrare in zona con il diavolo che ti rincorre e ti obbliga a non guardare quasi dove metti le ruote perché il rischio di fermarsi non può essere corso, mi riferisco alla no-stop pura, e che pur di non fermarti ti fa preferire al primo intoppo mettere a terra tutti i piedi di cui disponi e cominciare a spingere piuttosto che tentare un recupero mi sembra veramente un altro sport. (Da tempo ormai quando esco in moto (sempre meno purtroppo…) per allenarmi provo a percorrere le zone sia con i nuovi che con i vecchi regolamenti e sicuramente trovo molto più divertenti i vecchi e questo mio commento non arriva a caldo dopo una settimana dalla prima applicazione dei nuovi regolamenti ma dopo oltre due anni in cui sto cercando di abituarmici ! Insomma questa mia impressione arriva a mente più che “fredda”.) Vi ricordate poi quando sempre questi “signori” tre anni fa, se non erro, permisero per regolamento la retrocessione con il piede a terra ? Assistere ad una gara di campionato mondiale lasciava assai perplessi : sembrava di vedere piloti alle prime armi e invece si aveva a che fare con Tarres e compagni… E questi “signori” con tutto il loro genio non avrebbero potuto prevedere ciò che per tutti noi piloti alla prima lettura dei regolamenti usciti dalle loro menti era sembrato subito ovvio ? Poi se ne sono accorti anche loro, dopo un anno di scempi, e hanno provveduto a rimediare… (diciamo rimediare…). Credo che quei “signori” che nella loro arrogante convinzione di avere sempre la ricetta migliore per tutti i mali non si preoccupano mai di chiedere l’opinione dei diretti interessati o che cercano di coprire i loro errori dietro a statistiche inventate, difficilmente potranno migliorare il Trial. Però mi piacerebbe tornare a praticare un trial non snaturato e trasformato in qualcos’altro. Penso che per questo sia necessario che chi pensa come me si faccia sentire. Insomma se sono solo a pensarla così non potrò fare altro che ritirarmi e dedicarmi ad altro sport (per la verità l’ho già individuato…) ma se molti la pensassero come me facciano in modo di farlo sapere affinché i “signori” non continuino impunemente a propinarci stupidaggini tipo “il 95% concorda” e ad inventarsi nuove regole “per il nostro bene” che ci spingano alla disaffezione verso il nostro sport. Personalmente credo che il divieto di retrocedere in zona sarebbe più che sufficiente a risolvere i problemi che il trial lamentava senza dover vietare né la fermata né gli spostamenti da fermo: lo spostamento sarebbe così un rischio che il pilota si prenderebbe volontariamente (spostare da fermo comporta sempre il rischio di una seppur minima retrocessione) mentre il non poter retrocedere impedisce comunque di poter eseguire estenuanti (per chi guarda) manovre per posizionare il mezzo nel modo migliore. Tutto ciò permetterebbe comunque di continuare a tracciare zone con difficoltà comunque accessibili e nello stesso tempo permetterebbe a chi magari possiede doti tecniche superiori di poterle evidenziare più facilmente : essere inseguiti dal diavolo non ha mai aiutato nessuno a dimostrare le sue capacità nel modo migliore… E i giudici ? Chi pensa ai giudici che anche se si impegnano al massimo prima o poi cadono in qualche errore o dubbio interpretativo (si sarà fermato o no ? gli do uno o no ? ha spostato da fermo o si stava leggermente muovendo ? bohhh… !) ? Attualmente ai giudici viene chiesto di dare un’interpretazione talmente soggettiva delle regole che già di per sé denotano un errore nei regolamenti stessi. Un regolamento deve permettere una interpretazione il più univoca e semplice possibile (se il giudice è miope, sordo, distratto o “solo” disonesto questo è un altro problema) : il piede tocca o non tocca, il motore si spegne oppure no, lo spostamento si può fare o non si può fare ma come si può giudicare facilmente se uno spostamento viene eseguito con il mezzo completamente fermo oppure se eseguito durante una “fermata dinamica” (quei geni l’hanno chiamata proprio così ! la prima volta che l’ho sentito non ho potuto trattenere le risate…) E i piloti che non sanno mai che metro di giudizio viene utilizzato dai diversi giudici in una stessa gara ? Avete mai provato a valutare l’operato dei giudici in una gara ? C’è chi vede fermate ovunque, chi non le considera, chi le considera solo quando se ne ricorda oppure solo in base al colore della maglia che indossi. Poi ci sono quelli che ti danno uno ma non si ricordano perché e se glielo chiedi si salvano dicendoti che ti sei fermato (la zona però era tutta in discesa e tu avevi i freni rotti… ma il giudizio del giudice non si discute) e così via. Insomma non sai mai come affrontare un passaggio a rischio di fermata e anche se guardi gli altri come fanno e fai lo stesso a te danno sempre un punteggio differente… Insomma, “signori”, il trial aveva le stesse regola da decenni, magari necessitava di piccole modifiche, ma voi in due/tre anni l’avete trasformato in un altro sport (pretendendo però di continuare a chiamarlo nello stesso modo) che non mi piace più. Grazie.

Riassunto : I geni che ritengono di essere benefattori del trial e che decidono le regole del NOSTRO gioco (loro o non hanno mai giocato o non giocano più da molto tempo) hanno fino ad oggi provveduto a :

1) permettere la retrocessione con il piede a terra così Tarres e compagni sembravano impediti…

2) vietare la fermata in zona : o la va o la spacca, l’attesa del momento migliore e del modo migliore di affrontare l’ostacolo non esiste più

3) il surplace, una delle manovre più tipiche del Trial non esiste più

4) il tempo di gara come discriminante per i parimerito : ora il trial è anche sport di velocità, sfrecciare a quasi 100 km/h sui sentieri è oggi utile oltre che consigliabile

5) inventare la paradossale “fermata dinamica” (traducibile come “la fermata in movimento”, cioè quel tipo di fermata, ci hanno pure spiegato, di chi sta fermo ma… mentre si muove ! ? ! ) così i giudici devono giudicare l’ingiudicabile ed i piloti ne fanno le spese

6) considerare opportuno arrivare al no-stop puro così che nessuno rischierà più i recuperi in zona ma alla prima difficoltà appoggerà subito il/i piedi a terra (…che bello !)

7) dirci che il 95% dei piloti apprezza il loro operato (un plebiscito…) e che grazie a queste regole, qui brevemente riassunte, e quindi per merito loro, il numero dei trialisti è aumentato… ! ? ! (io direi che è un merito dei trialisti essere aumentati nonostante questi geni…)

8) tentare di convincerci che quando le moto pesavano 200 Kg, non avevano frizioni facilmente utilizzabili, non avevano ammortizzatori, il cambio era di concezione stradale e quindi non fermarsi era regola di necessità il trial era più bello e là bisogna tornare. Mi permetto di rubare una frase che mi è stata scritta : “forse questi “signori” hanno una nostalgia nascosta del trial che facevano loro”. E vogliono farlo fare a noi !

Mi rivolgo adesso a tutti i trialisti praticanti : proviamo a fare un sondaggio (sono così di moda) e vediamo chi pensa come me e chi pensa che sia invece giusto ciò che si è fatto in questi anni e che si pensa di fare per i prossimi. Inviate una E-Mail all’indirizzo < xxxx> con oggetto “sondaggio regole trial” e scrivete :

1) SI, concordo con i nuovi regolamenti : avanti così. Mi piace la no-stop pura.

2) NO, non concordo con i nuovi regolamenti. SI alla fermata in zona. SI agli spostamenti. NO a qualsiasi retrocessione del mezzo.

3) altro ……………………………
Cercate di rispondere numerosi ed eventualmente aggiungente qualche breve commento. Mi raccomando : scrivete anche se non concordate affatto con il mio pensiero. Appena avremo un buon numero di dati provvederemo a pubblicare i risultati. Poi li faremo avere, se sarà il caso, ai responsabili della nostra FMI e perché no, a Don Ignacio Verneda Casasayas… e al suo 95% ! Grazie a tutti e ciao !

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Insomma un articolo tornato purtroppo attuale anche se oggi personalmente ritengo che sia meglio ancora permettere pure l’arretramento e così infatti fece fa e farà il Trialario.

Ciao a tutti

Luigi


Una risposta

  1. mcmax1980 scrive:

    Mah, io sono basito!
    Il regolamento no-stop è una involuzione, era già stato proposto e non ha avuto riscontri positivi…e ora ci riprovano!
    Io sarei favorevole, con la tracciatura adeguata, per le sole gare con moto d’epoca. Freni a tamburo, frizioni a filo, doppi ammortizzatori e 100kg di moto si sposano bene con l’evitare di fermarsi e tracciare traiettorie il più possibile rotonde senza spostamenti.
    Ma con le moto moderne…..diventerebbe una pericolosa prova di enduro estremizzato al massimo, ma non avrebbe più senso tutta l’evoluzione delle moto moderne.
    Io sarei per surplace, spostamenti, volè, palleggi, fermate sulla piastra paramotore, arretramento con piedi sulle pedane dopo i quali bisogna ripartire senza aver messo piedi a terra tutti concessi, senza limiti di tempo, ma penalizzerei l’incrocio e gli appoggi a piante e sassi con il corpo (ma non con i piedi se sulle pedane)

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