17 aprile 2014

INTERVISTA A DAVIDE AZZONI


INTERVISTA A DAVIDE AZZONI

Come l’anno scorso, ci apprestiamo a dare il giusto spazio ad alcuni piloti, presi un per caso, per curiosità, per conoscenza, per farli conoscere.
Far conoscere, appunto,  chi fa parte del nostro circuito; chi ama la moto, chi ama divertirsi con il trial
Il primo personaggio del 2014 è Davide Azzoni, nato il 2 agosto 1967 a Lecco, professione consulente di lavoro.
Precisamente Davide?
“ Ho una società che si occupa di: Ricerca & Selezione  di Personale  con inserimenti diretti nelle Aziende e con Assunzioni a tempo inderminato. Generalmente il “target” dei candidati è medio/alto: Ingegneri, laureati in Economia e Commercio, Direttori Commerciali, Ammininistrativi, ma anche neo laureati con poca esperienza”
Parlaci della tua attività agonistica con il trial
“ Da giovane in assoluto il trial. In realtà ho corso solo 2,5 anni: stagione 1984 completa, stagione 1985 completa (5° posto assoluto nel campionato Lombardo FMI Cadetti 125 cc) e metà stagione 1986, sempre come cadetto 125. Nel 1986 ero in  testa al Campionato Regionale, ma alla penultima gara ho rotto la tibia e di conseguenza ho perso il campionato, arrivando nono. Considera che in quegli anni la cadetti 125 era formata da 50-60 piloti. Avevo poi  fatto nell’Agosto 1986 una gara di Campionato Italiano Fmi Cadetti 125, e seppur non ancora ” a posto” fisicamente ero arrivato nono. In quegli anni i primi 10 classificati nella 50cc nella 125 cc e nella “oltre 125 cc, pasasavano alla categoria Junior, quella prima dei Senior che era il massimo: dove gareggiavano Bosis e Miglio per intenderci”
Altri sport praticati tutt’ora?
“ Sci, sci d’acqua, pattinaggio in linea e Mountan Bike, palestra (che ho in casa) per tenermi in forma.(.l’eta avanza..ad agosto sono 47”
Come ti sei avvicinato al mondo dei motori?
“ Mio padre: tutt’ora un grande appassionato di moto e a sei anni ho avuto la mia prima “minimoto” da cross. A 14 anni il Fantic 50 Trial, a 16 il Fantic 125 “Professional” (uguale al 240) e a 17 anni il Fantic 125.1, il primo con il “mono e il freno a disco anteriore.” Fantastica moto. Poi nel 1990 ho preso un Fantic 305 (quello arancione), piu che altro per fare motoalpinismo. In realta ho fatto un paio di gare di Supertrial, era un campionato italiano con zone abbastanza facili dove c’era una classifica unica: cadetti, junior , senior indifferentemente anche dalle cilindrate delle moto: un cinquantino poteva competere con un 300 cc.  Poi abbandonato definitivamente il Trial, ho avuto una Yamaha XT 600 enduro, poi una Yanaha TTE 600 enduro. Negli ultimi 10 anni ho comperato: un Ktm 640 Supermotard, andavo ogni tanto in pista a “girare”, poi per lavoro ho avuto una BMW R 1.150 R e attualmente ho una BMW R 1200 RT : ma la sto vendendo in questi giorni, mi sono ri- innamotaro del trial”
L’attuale moto?
“  Attualmente guido solo la Scorpa 250 motore Yamaha modello 2008”
Per quanto concerne il Trialario?
“ E’ il primo anno, di fatto sono 28 anni che “non tocco” seriamente una moto da trial. L’ho conosciuto tramite il mio grande amico Pietro De Angelis pilota del trialario e tracciatore di zone”
Parliamo della gara di Piantedo. Il tuo giudizio?
“ Bellissime zone, ottima organizzazione, purtroppo non ho piu la “sensibilità” che avevo un tempo di memorizzare i passaggi nelle zone e non ho gestito bene il tempo. Infatti nell’ultimo giro ho timbrato tanti 5 per non uscire dal tempo massimo. Altra cosa importante: ho sentito inevitabilmente la tensione della gara, dopo tutti questi anni di assenza!. Quindi ero” rigidio sulla moto”, è chiaro che in allenamento sarebbe stata un’altra cosa, anche se questa regola  credo  sia valida per tutti i piloti”
Come e quante volti ti alleni?
“ La domenica mattina un’ora al massimo. Ora durante la settimana con la stagione estiva vorrei allenarmi un ‘oretta la mattina presto, tipo dalle 6,30 alle 7,30 prima di andare nel mio ufficio. Poi quando posso faccio palestra un paio di volte alla settimana”
Suggerimenti da dare per il circuito?
“ Non ho suggerimenti da dare al circuito, sono “fuori dal giro da troppo tempo” e non posso permettermi di dare giudizi”
Fare trial significa per te?
“ Concentrazione mentale (molto importante  e spendibile anche sul lavoro), grande soddisfazione “dell’alzare sempre l’asticella”, ossia di osare con qualche ostacolo sempre piu difficile. E in ultima analisi il bellissimo contatto con la natura. Probabilmente Tu sei troppo giovane, ma alla fine degli anni 70 era uscito un libro dal titolo:” Se ami la natura, scopri il Trial”
Sogno nel cassetti da pilota?
“ Espressione grossa per una persona della mia eta!. Comunque il fatto di non aver avuto nessun male ai muscoli il lunedi mattina post gara è già stata una soddisfazione, così come essere arrivato al traguardo entro il tempo massimo. Il sogno o meglio direi l’obiettivo è un miglioramento in termini di risultati, mi piacerebbe arrivare nei primi 10 classificati dei “gialli” a fine campionato”


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