24 aprile 2014

Conosciamo Riccardo Ciciliani


Conosciamo Riccardo Ciciliani

Una delle novità di quest’anno, per quanto concerne il circuito Trialario, è la fusione tra il sodalizio del Bdc e quello del Triangolo Lariano
Il gruppo si è rinforzato. All’interno del sodalizio lariano figura anche il dinamico pilota Riccardo Ciciliani grande appassionato di motori e di trial
“ Abito a Ballabio e sono nato a Lecco l’8 maggio del 1986.  Sono operaio alla Lafranconi marmitte di Mandello del Lario”
Questa una piccola presentazione del ventottenne pilota valsassinese. Cerchiamo di capire come nasce la sua passione per i motori, le moto
“ H o fatto minimoto a livello regionale. Due  anni di gare, dove ho ottenuto qualche podio. Correvo con una Grc . Mi sono avvicinato a questo mondo grazie a mio papà . Anche lui un grande appassionato di motori fin da piccolo. Dopo le esperienze in minimoto, e ringrazio i miei genitori che me le hanno regalate,  sono passato al Trial grazie a Giorgio Del Pero e suo papà “ lupo”, che mi anno invitato a provare a 14 anni a fare una gara. Da li la passione. Poi è anche vero,  grazie al fatto che vivo vicino ai boschi, potevo allenarmi quando volevo: allora sotto con il trial”
Raccontaci le moto che hai avuto
“ Ho avuto molte moto molte. Parlo solo di Trial se no viene lunga la storia. Dal Fantic section 80,  con il quale ho vinto l’ italiano Cadetti. Poi Gas Gas 125 con la quale non ho avuto un grande rapporto, e fortuna.  Poi Montesa 315 del 98; poi del 2000 poi del 2004, dove ho conquistato il secondo posto al campionato italiano. Nel 2010  ho guidato il  Montesa 4 rt del 2007: ottima moto poi cambiata perché continuava a aprirsi il telaio . Ora guido una Gas Gas 300 del 2010: mi trovo molto bene”
Le società con le quali hai corso?
“  Già dagli albori sono stato con il Team Millepiedi con Barte e Luigi. Ho visto crescere il circuito trialario. C’ero alle prime gare anche se un paio d anni sono stato assente causa età della “ stupidera”. Ma la passione era così forte  che ho sempre seguito questo circuito con grande interesse e determinazione. Poi nel 2010 la grande soddisfazione di aver contribuito a fondare il Bdc. Da quest’anno abbiamo unito le forze con il Triangolo Lariano”
Ricky hai dei consigli da lanciare al comitato organizzatore?
“ Consigli da dare non ne ho. Si sa che quando alla partenza vi sono più di cento concorrenti si rischia di non accontentare tutti. Ma conosco bene Barte e Luigi. Ci mettono tanta passione. Lasciamoli lavorare tranquillamente che tutto gira bene”
Il tuo debutto stagionale?
“ A Piantedo  come prima gara,  direi che tutto sommato è andata bene. Ottima organizzazione e gara giusta. Tutto ok. Ovviamente, parlando personalmente, dovrei allenarmi più spesso. Mi alleno al sabato e domenica, appena lavoro,  bambina e compagna me lo permettono”
Cosa significa per te praticare il trial?
“ Fare Trial significa libertà: io vado in moto dove la gente fa fatica a piedi. E’ un gran divertimento”
Il tuo sogno nel cassetto?
“ Credeteci a quanto vi dico: vedere che mia figlia porti avanti la mia passione”


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